Salentix

Salentix - Il Supereroe del Salento

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Il Mercato delle Meraviglie di Sternatia

Salentix al mercato delle meraviglie

La domenica di metà ottobre, il paese di Sternatia si era trasformato in un mercato vivente di meraviglie. Era il giorno della "Fiera dei Ricordi", una tradizione locale dove i commercianti non vendevano oggetti, ma esperienze: profumi di infanzia, suoni di tempi passati, colori di stagioni lontane. Salentix, che stava sorvolando la zona, fu immediatamente attratto dall'atmosfera magica del mercato.

Atterrò nella piazza principale, dove un mercato che sembrava uscito da un sogno si stava svolgendo. I banchi non erano pieni di merci, ma di contenitori trasparenti che contenevano... ricordi. C'erano barattoli di luce dorata che emanavano il profumo di pane appena sfornato, scatole di musica che suonavano canzoni dimenticate, e piccoli specchi che riflettevano volti di persone di tempi passati.

Una vecchia signora di nome Concetta, conosciuta come "la mercante dei ricordi", lo accolse con un sorriso caloroso.

"Benvenuto, Salentix! Hai mai visto un mercato come questo?"

"Mai," ammise Salentix, affascinato. "Cosa vendete qui?"

"Non vendiamo, scambiamo," rispose Concetta. "Ogni persona porta un ricordo e riceve un'esperienza. È il modo in cui il nostro paese mantiene viva la memoria collettiva."

Salentix si avvicinò a un banco dove un bambino stava scambiando una foto di suo nonno per il suono del mare di quando il nonno era giovane. Il commerciante, una donna gentile di nome Maria, toccò delicatamente la foto e il bambino poté sentire il suono delle onde, il profumo del sale, il calore del sole di un giorno d'estate di molti anni prima.

"Ma c'è un problema," disse Concetta, la sua voce che si abbassava. "Il mercato sta scomparendo. Ogni anno, sempre più ricordi vengono dimenticati."

"Dimenticati?" chiese Salentix.

"Sì. I ricordi non sono solo nei cuori delle persone, sono anche nella terra stessa. E la terra del Salento sta perdendo la sua memoria."

Salentix comprese la gravità della situazione. Il Salento, terra di incontri e scambi culturali, stava perdendo la sua identità attraverso l'oblio dei ricordi collettivi.

"Cosa possiamo fare?" chiese.

"Dobbiamo trovare il Ricordo Madre," spiegò Concetta. "Il ricordo da cui tutti gli altri sono nati. È un ricordo così potente che può ridare vita a tutti gli altri."

"E dove possiamo trovarlo?"

"Nel cuore del paese, ma non è un luogo fisico. È un luogo di memoria collettiva."

Salentix e Concetta si avviarono verso il centro del paese, seguiti da molti abitanti che avevano sentito la conversazione. Raggiunsero una piccola chiesa abbandonata, dove l'atmosfera era carica di memorie.

All'interno della chiesa, le pareti erano coperte di affreschi che sembravano vivi. Le figure dipinte si muovevano, raccontando storie di tempi passati. Al centro della chiesa, c'era una piccola fontana che non aveva acqua, ma luce liquida.

"Questa è la Fontana dei Ricordi," spiegò Concetta. "Qui si raccoglie la memoria del paese. Ma la fontana si sta esaurendo."

Salentix si avvicinò alla fontana e poté vedere che la luce si stava attenuando. C'era bisogno di un nuovo ricordo, un ricordo così potente da ridare vita a tutti gli altri.

"Il Ricordo Madre è il ricordo dell'incontro," disse Concetta. "Il ricordo del primo incontro tra le culture che hanno creato il Salento."

Salentix si concentrò e usò i suoi poteri per creare un'armonia tra le memorie presenti. Convocò tutti gli abitanti del paese e chiese a ognuno di loro di condividere il loro ricordo più prezioso.

Uno ad uno, gli abitanti condivisero i loro ricordi: il primo incontro con il mare, il sapore del pane fatto in casa, il profumo degli ulivi in fiore, il suono delle voci di persone care. Ogni ricordo aggiungeva luce alla fontana.

Quando tutti i ricordi furono condivisi, la fontana brillò di una luce intensa. Ma non era ancora sufficiente. Mancava il Ricordo Madre.

"Il Ricordo Madre è il ricordo dell'amore per questa terra," disse Concetta. "È il ricordo che unisce tutti gli altri."

Salentix comprese. Il Ricordo Madre non era un ricordo specifico, ma l'amore collettivo per il Salento. Era l'amore che aveva portato i Fenici, i Greci, i Romani, i Normanni, e tutti gli altri, a lasciare qui un pezzo del loro cuore.

Con un gesto, Salentix unì tutti i ricordi in un'unica sinfonia di luce e amore. La fontana esplose in una cascata di colori, e il mercato delle meraviglie tornò a vivere.

Ma non era più lo stesso mercato. Ora ogni ricordo era condiviso, ogni esperienza era collettiva. I bambini potevano sentire i ricordi dei nonni, e i nonni potevano vedere i sogni dei bambini.

Concetta, con le lacrime agli occhi, ringraziò Salentix. "Non hai solo salvato il mercato," disse. "Hai salvato la memoria del nostro paese."

Da quel giorno, il Mercato delle Meraviglie di Sternatia non era più solo un luogo di scambio, ma un luogo di condivisione. Ogni domenica, gli abitanti del Salento si riunivano per condividere i loro ricordi e i loro sogni, creando una memoria collettiva che univa passato e futuro.

E Salentix, ogni volta che volava sopra Sternatia, sapeva che il mercato stava cantando la storia di un popolo che aveva ritrovato la sua identità attraverso la condivisione dei ricordi.

Pubblicato il 30/01/2026
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